Serena ha 26 anni, gli occhi e i capelli neri e un sorriso dolce.
La pagina Facebook del Centro Regionale S.Alessio per i ciechi ha pubblicato QUI la sua storia.

Una storia che, oltre ad essere una storia di coraggio e di speranza, è una eccezionale metafora.

Nel 2003 è stato diagnosticato a Serena il linfoma di Hodgkin e, come ricorda la stessa Serena, “al termine della chemioterapia, dopo un coma di trenta giorni, mi sono risvegliata cieca”.

orientamentoRecuperata la mobilità, Serena ha capito che la vera sfida era quella di tornare ad essere autonoma: “Dovevo fare qualcosa per la mia condizione di non vedente. “Al Sant’Alessio ho imparato ad utilizzare il bastone: ho scoperto che è un ausilio fantastico. Ora sto cercando di allenare anche l’orientamento sonoro: il rumore delle macchine è un ottimo strumento per capire la direzione da seguire”. “Vivere facendo dei castelli in aria non ha molto senso: penso che sia innegabile il fatto che ci sia una disabilità. Le difficoltà esistono, ma se c’è un mezzo per superarle, voglio conoscerlo. Per questo sto cercando di reperire i libri di testo e poi prenderò una decisione: solo la conoscenza ci permette di scegliere. Spero nel frattempo di diventare una persona autonoma tanto quanto lo ero prima. Diversa, ma autonoma allo stesso modo”.

Rileggendo la storia di Serena ho sottolineato cinque passaggi che ritengo particolarmente significativi e determinanti :
- Ricercare l’autonomia
- Allenare la capacità di orientamento
- Sfruttare il rumore per capire la direzione
- Non vivere facendo castelli in aria
- Perseguire la conoscenza che ci permette di scegliere

A noi non è capitata la disavventura di Serena, ma questi cinque passaggi sono indicazioni preziose per muoverci con maggiore consapevolezza nelle diverse forme di cecità di cui soffriamo.

Usciamo dalla metafora e proviamo ad utilizzarli nella nostra vita relazionale, professionale e politica: vedremo le cose con maggiore chiarezza e ringrazieremo Serena per le “dritte” che ci ha suggerito.