Carlo Magno era argentinoCarlo Magno era argentino

Vale la pena leggerlo per intero (QUI) il discorso di papa Francesco alla consegna del premio Carlo Magno. È curioso -per noi europei- sentirsi chiedere da un argentino “Che cosa ti è successo, Europa umanistica, paladina dei diritti dell’uomo, della democrazia e della libertà? Che cosa ti è successo, Europa madre di popoli e nazioni, madre di grandi uomini e donne che hanno saputo difendere e dare la vita per la dignità dei loro fratelli?”

Temo sia proprio così: ci sta succedendo qualcosa di brutto e non ce rendiamo conto.

L’Europa che -come ci ricorda il papa- ha nella sua anima “la creatività, l’ingegno, la capacità di rialzarsi e di uscire dai propri limiti”, quella che “ha testimoniato all’umanità che un nuovo inizio era possibile”  è la stessa Europa che ha firmato il vergognoso accordo con la Turchia? E’ la stessa Europa che paga profumatamente quel paese e lo “certifica” come sicuro e democratico mentre i giornalisti vengono arrestati e le minoranze perseguitate purché impedisca “con qualunque mezzo” ai profughi di avvicinarsi alle sue frontiere?

Ci illudiamo che la posta in gioco sia trovare una soluzione a basso prezzo alla “scocciatura” dei migranti e non ci accorgiamo che stiamo distruggendo il patrimonio di famiglia: i valori dei padri fondatori che, come ci ricorda ancora il papa, “ebbero l’audacia non solo di sognare l’idea di Europa, ma osarono trasformare radicalmente i modelli che provocavano soltanto violenza e distruzione. Osarono cercare soluzioni multilaterali ai problemi che poco a poco diventavano comuni.”

Citando Elie Wiesel, sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti, il papa invita gli europei a realizzare una “trasfusione di memoria” per “non commettere gli stessi errori del passato” e liberarsi dalla tendenza a “fabbricare in fretta sulle sabbie mobili dei risultati immediati che potrebbero produrre una rendita politica facile, rapida ed effimera, ma che non costruiscono la pienezza umana.”

“Sogno un’Europa, in cui essere migrante non è delitto, bensì un invito ad un maggior impegno con la dignità di tutto l’essere umano.” “Sogno un’Europa di cui non si possa dire che il suo impegno per i diritti umani è stato la sua ultima utopia.”

È il papa che sogna troppo o noi che abbiamo dimenticato come si fa?

© Redattore sociale