Tutti abbiamo le nostre opinioni di cui siamo, comprensibilmente, strenui difensori e gelosi custodi. Quotidianamente media e internet ci forniscono abbondante materia prima su cui esprimerle e non ci mancano le occasioni per esternarle e difenderle.

C’è un’ampia scelta ogni mattina e sul bancone si può scegliere secondo gli interessi e l’umore: dalla pericolosità della carne rossa al gol in fuorigioco, dalle dimissioni del sindaco all’ennesimo naufragio di profughi, dall’omelia del papa ai bombardamenti in Siria. Tutto sullo stesso bancone: drammi e feste, sangue e cibo, dettagli e fondamenti.

Una volta scelta la “merce” si passa alle opinioni che - logica vorrebbe - dovrebbero formarsi sulla informazione ricevuta, sul “fatto” di cui vorrebbero essere un giudizio, tanto più compiuto e convinto quanto più l’informazione si chiarisce e si completa.

È qui che qualcosa non funziona. L’informazione iniziale, invece di chiarirsi e completarsi ...