Venerdì a Parigi, giovedì a Beirut, mercoledì a Kabul… (per fermarci alla settimana scorsa). I morti sono morti. Le lacrime francesi valgono forse più di quelle libanesi o di quelle afghane? Certamente no.

E allora perché quelle francesi bruciano di più?

I morti di Parigi ci fanno più paura solo perché sono più vicini, perché li percepiamo più simili a noi, come noi. Ci sentiamo più insicuri, più esposti, più fragili e la paura diventa la misura dell’indignazione, la misura della rabbia.

La paura è un sentimento legittimo e comprensibile, ma non è amica della ragione e i conflitti si risolvono capendone le cause, non reagendo visceralmente alle conseguenze. Che senso ha urlare “ci hanno dichiarato guerra”, “bombardiamoli”, “blindiamo le frontiere” se non sappiamo neppure dare un nome e una identità a “chi” ci ha dichiarato guerra, se non sappiamo “dove” andare ...